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A21. GUSTANDO CAZZI IN AUTOSTRADA
05.07.2025 |
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"Lei si sollevò dal sedile e si girò lenta verso di lui, mentre il primo continuava tranquillo ad incularla; reggendosi alla coscia del secondo, si chinò sul suo cazzo, glielo prese di nuovo in..."
Dopo l’incontro di sesso in officina Antonella era tornata a casa col culo dolorante, un po’ perché il meccanico le aveva spinto il cazzo dentro di colpo facendole male, un po’ perché era stata inculata anche dall’apprendista che aveva l’uccello più grosso tra quelli presi sino a quel giorno. Data la sua anima femminile, però, quel dolorino le piaceva… eccome, se le piaceva: le ricordava la monta e la faceva sentire più donna… una sensazione di intima libidine. Il giorno dopo, comunque, quel dolore era già quasi sparito e il desiderio di nuovi cazzi ricominciò a farsi strada nei pensieri della giovane. Pochi altri giorni, e arrivarono le sospirate vacanze estive. Anche quell’anno scolastico si era concluso positivamente, e ciò le permise di dedicarsi unicamente al suo particolare… svago! Era sempre decisa a farsi sbattere da tutti gli uomini che avevano partecipato all’asta per la sua verginità anale; fino a quel momento l’avevano inculata in sei, considerati anche i primi due… ne restavano ancora tanti! In tarda mattinata uscì di casa e si recò dal beneamato giornalaio e suo mentore, per chiedergli di organizzarle qualcosa. “Due di quegli uomini sono soliti cercare culetti in una area di servizio dell’autostrada…” le disse lui; “…potrei portarti là, una di queste sere, e farteli incontrare…”. Antonella fu felicissima di quella proposta: all’aperto le piaceva davvero molto! Lui proseguì con i dettagli: “Vieni da me sabato sera dopo cena, così ti prepari poi andiamo insieme…”.
Lei ringraziò l’uomo cui doveva tutta la sua felicità sessuale, e tornò verso casa; cominciò a fantasticare sull’incontro proposto e, senza rendersene conto, prese a camminare sculettando…! Il sabato sera arrivò ben presto; la femminuccia cenò con i genitori poi, con la scusa di andare al cinema, prese la bicicletta e si avviò verso la residenza del giornalaio. Il caldo ormai imponeva abiti maschili molto leggeri, per cui aveva dovuto rinunciare al reggiseno… però indossava sempre le mutandine femminili! Raggiunse la sua destinazione e trovò il suo mentore a prendere il fresco su una delle panchine di fronte al caseggiato; “Ben arrivata, Antonella… andiamo dentro, così potrai prepararti come si deve…” le disse lui, facendole strada verso l’appartamento.
“Stasera Cristina non c’è, dovrai fare da sola…” aggiunse poi l’omone; la giovane restò un po’ sorpresa: sarebbe stata capace di truccarsi? Vedendola titubante, il giornalaio la tranquillizzò dicendole “Non preoccuparti… saremo al buio, quindi non sarà necessario un trucco completo… basterà il rossetto…”. Antonella annuì, fece una rapida doccia, poi tornò in camera per vestirsi al femminile. Il mentore la fece mettere in nero, con delle autoreggenti leggere a rete, mutandine e reggiseno, un abitino corto e leggero, bigiotteria, dei sandali con tacco medio. La aiutò quindi ad applicarsi il rossetto, poi le passò una giacchina, la borsetta, e andarono in garage a prendere l’auto.
L’uomo si diresse verso il più vicino casello autostradale, entrò e proseguì per una decina di minuti finché non apparve un’area di servizio; allora rallentò e entrò nel piazzale. Attraversò i parcheggi dirigendosi dietro il fabbricato del bar, fino a una zona poco illuminata; fece inversione, spense il motore poi, dopo un paio di lampeggi, i fari… Antonella capì che il suo mentore doveva conoscere bene il posto: vi era giunto con troppa sicurezza! Sia il parcheggio auto che di quello dei tir erano in vista, di fronte alla loro auto; lei notò che, ora in un veicolo ora in un altro, venivano accese brevemente le luci di posizione… intuì che dovevano essere, probabilmente, segnali convenuti!
C’era quasi totale silenzio; ogni tanto qualche automezzo lasciava il parcheggio per proseguire verso l’autostrada, e passava accanto alla loro auto illuminandola brevemente. Il mentore le fece “Ora togliti il vestitino e mettiti a pecorina sul sedile… dai un po’ di spettacolo, ragazzina!”. Obbediente, lei si sfilò l’abito buttandolo sul sedile posteriore, e rimase in lingerie; poi si girò e si mise in ginocchio sul suo sedile, come le era stato detto. “Abbassa lo schienale… la leva è di lato…” proseguì l’uomo; lei eseguì, poi mise i gomiti sullo schienale abbassato e appoggiò il viso sulle mani, ritrovandosi così in una perfetta pecorina, col culo proteso verso il vetro anteriore e verso i parcheggi.
Dopo qualche istante un grosso autocarro si mosse verso di loro, illuminando a giorno l’abitacolo e il culo di Antonella, che spiccò nel buio. Il mentore le calò svelto le mutandine, per mostrare all’autista di passaggio tutto quello splendore… l’autocarro passò lento accanto all’auto, con alcuni colpetti di clacson: evidentemente il guidatore aveva apprezzato lo spettacolo!! La giovane travestita fu deliziata dal gioco: amava moltissimo essere esibita… l’eccitazione stava montando sempre più dentro di lei, facendola fremere dal desiderio di fare la femmina… dal desiderio di cazzo.
Il suo bel culo fu illuminato da un altro paio di veicoli in uscita dai parcheggi, poi il mentore la fece sedere. Poi qualcuno si avvicinò a piedi alla loro auto, fino a poter buttare l’occhio dentro… il giornalaio accese la luce interna, mostrando per un momento allo sconosciuto il bel corpo in sola lingerie di Antonella, poi spense. Quell’uomo si spostò allora al finestrino del passeggero, e attese… “Apri il finestrino, poi abbassati il reggiseno…” ordinò il mentore, e lei prontamente obbedì. A quella conturbante vista, l’uomo all’esterno non poté fare a meno di allungare la mano sui seni appena abbozzati della femminuccia, prendendo ad accarezzarli e a strizzarli leggermente.
Lei socchiuse gli occhi, gustandosi quelle dita sui capezzoli, e lo sconosciuto si aprì la patta dei pantaloni. Tirò fuori il cazzo, poi prese gentilmente la mano di Antonella e se la pose su di esso… “Hhmmm… finalmente!!“, pensò lei afferrando decisa quell’uccello e cominciando a segarlo lentamente. Quel reciproco toccarsi andò avanti per qualche minuto; lei guardò negli occhi ora quell’uomo, ora il giornalaio. Grazie alle sue carezze, quel cazzo cominciò ad andare in erezione; “Prendiglielo in bocca ora, dai…” le fece allora il mentore, che contemplava la scenetta.
Lei non se lo fece ripetere: lasciò per un istante quel cazzo e si rimise in ginocchio sul sedile, ma con la testa fuori del finestrino e il culo verso il giornalaio. Appena in posizione, riprese in mano l’uccello dello sconosciuto e se lo portò alla bocca, cominciando a leccarlo golosa. Quanto le piaceva fare i bocchini! Non trascurò nulla, di quel bel cazzo: palle, asta, filetto, cappella… dovunque leccò, dovunque succhiò, ora con gli occhi negli occhi dei quell’uomo, ora con gli occhi beatamente chiusi per gustarsi di più quel randello caldo in bocca. Ad un tratto, lei si accorse di un secondo uomo accanto al primo: presa come era dal pompino, non l’aveva notato avvicinarsi!
Il nuovo arrivato disse qualcosa sottovoce al primo, forse un saluto: Antonella concluse che, sicuramente, quelli dovevano essere i due con cui il giornalaio aveva organizzato l’incontro! Anche il secondo uomo, osservando la scena della pompa, si prese l’uccello in mano; lei smise per un istante di sbocchinare il primo uomo e, con la bocca aperta, guardò negli occhi il secondo… un chiaro invito: l’ultimo arrivato avvicinò subito il cazzo al viso della travestita, che glielo prese in mano portandosi avida la cappella tra le labbra. Lei iniziò quindi a succhiare e leccare quel secondo cazzo, mentre con la mano sinistra segava lenta il primo e con la destra quello che stava spompinando.
Antonella si sentì al settimo cielo: aveva a disposizione due bei cazzi che menava, succhiava e leccava a turno! In più, alle sue spalle, il giornalaio le aveva calato nuovamente le mutandine sulle cosce e aveva preso ad accarezzarle il culo… sentì che il mentore le metteva qualcosa di unto nel buchino: della vasellina, che facilitò l’ingresso delle sue grosse dita nell’ano…. Dopo qualche altro minuto, il cazzo del primo sconosciuto fu durissimo, e lui le fece sottovoce “Basta con la bocca, o sborro… voglio il culo!”. Lei si girò verso il giornalaio, che annuì e le fece cenno di scendere dall’auto.
Lei aprì la portiera, scese, si girò di spalle agli sconosciuti e appoggiò le mani sul suo sedile, a loro disposizione… ogni tanto qualche veicolo lasciava i parcheggi, illuminando la scena in parte nascosta dalla portiera aperta. Il primo sconosciuto le appoggiò il cazzo duro tra le chiappe, e lei lo afferrò per puntarselo nell’ano come aveva imparato a fare, mormorando a quell’uomo di fare piano… lui la prese per i fianchi e cominciò a spingere… per fortuna le dita sapienti del mentore l’avevano già dilatata, perciò quel cazzo affondò tutto dentro di lei fino alle palle, senza problemi… “Hmmm… meraviglioso…” pensò Antonella, gustandosi quel membro che tanto la faceva sentire femmina.
Lo sconosciuto iniziò a montarla, con colpi di cazzo lenti ma decisi… poi il secondo uomo le si avvicinò con l’uccello in mano, reclamando la sua bocca. Lei si sollevò dal sedile e si girò lenta verso di lui, mentre il primo continuava tranquillo ad incularla; reggendosi alla coscia del secondo, si chinò sul suo cazzo, glielo prese di nuovo in mano e se lo riportò eccitata alla bocca, riprendendo il pompino sotto gli occhi vigili e compiaciuti del giornalaio. Il primo uomo iniziò ad aumentare il ritmo dell’inculata… Antonella intuì che doveva essere sul punto di sborrare e, senza smettere di succhiare il secondo cazzo, prese a sculettare all’indietro per corrispondere da brava troietta la monta.
Pochi altri istanti e l’uomo che la stava fottendo, con un ultimo energico affondo, le riempì il culo di sperma… lei si sentì invasa da quel liquido caldo e viscido: d’istinto, smise col pompino e afferrò con le mani le cosce del primo uomo, trattenendolo per un po’ dentro di sé e gemendo per il piacere… poi lui la lasciò e si tirò indietro, col cazzo che stava ammosciandosi; la sua sborra colò fuori dal culo slabbrato di Antonella, che chiesto un fazzolettino al mentore si asciugò. L’uomo che l’aveva appena montata ringraziò a mezza voce e si allontanò verso i parcheggi: era venuto il turno del secondo sconosciuto… lei gli offrì il culo mettendosi di spalle, con le braccia di nuovo sul sedile.
Ma il giornalaio, sempre seduto alla guida, la fermò: aveva il cazzone in mano e, le fece capire, voleva la sua bocca… allora Antonella si mise in ginocchio sul proprio sedile, a pecorina, portando la bocca verso l’inguine del suo mentore e lasciando il culo a disposizione del secondo sconosciuto. Quel secondo uomo le si accostò e le strusciò il cazzo duro nel solco di pesca… come col primo, lei glielo prese in mano e se lo puntò nel buco ormai allenato… lui spinse deciso, e il suo uccello le scivolò dentro senza il minimo sforzo. Lei non si disturbò a chiedergli di far piano: si sentiva apertissima e quel cazzo, che poco prima aveva spompinato, non era abbastanza grosso da preoccuparla!
Mentre il secondo uomo della serata cominciava ad incularla, Antonella prese a dedicarsi al grosso uccello del giornalaio… quello sì che era un cazzo coi fiocchi! Data la dimensione, lei dovette ricordare tutti quei passaggi che il mentore le aveva insegnato, quando l’aveva svezzata nei pompini… iniziò quindi a leccarlo, palle, asta, cappella… intanto quello che la stava possedendo cominciò ad assestarle colpi sempre più forti, sbattendole rumorosamente il bacino sulle belle chiappe. Quei gran colpi la facevano sobbalzare in avanti, naturalmente, e lei dovette cercare di assorbirli senza far male, pompa durante, coi denti al suo mentore.
Aveva rilassato i muscoli come le era stato insegnato, ed era riuscita a farsi entrare in bocca quella enorme cappella… era un po’ che non faceva bocchini al giornalaio: quella sera poté gustare di nuovo il buon sapore di quel grosso cazzo che, tra l’altro, era stato il primo in bocca della sua giovane vita!! L’uccello che stava prendendo nel culo stava facendo il suo dovere senza bisogno di attenzioni, per cui Antonella si dedicò interamente al pompino. Leccò, baciò, succhiò… e ancora, e ancora, finché capì che il suo mentore era prossimo all’orgasmo: gli occhi chiusi, il corpo tutto un fremito….
Lei allora prese ad accompagnare la lingua con la masturbazione… pochi istanti ancora, e si ritrovò la gola piena di sborra calda, fiotti di sborra… inghiottì, e riprese in bocca la cappella per succhiare le ultime gocce… quasi allo stesso momento, con alcuni ultimi affondi, anche il secondo sconosciuto le sborrò nel culo… di nuovo quella fantastica sensazione di caldo nelle viscere, poi quell’uomo sparì nella penombra. Lei lasciò il cazzo del giornalaio e scese dall’auto… si ripulì per quanto possibile dello sperma che le infradiciava ano, perineo e palline, poi si rivestì. Appena pronta, risalì in macchina sotto lo sguardo beato del suo mentore; lui, senza una parola, mise in moto e riprese l’autostrada per tornare a casa….
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Vi invitiamo comunque a segnalarci i racconti che pensate non debbano essere pubblicati, sarà nostra premura riesaminare questo racconto.
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